Chi era che litigava all’osteria, covando acredine e vendetta?

MACHIAVELLI 12Correva l’anno 1532, una manciata di secoli fa. Costretto a un forzato esilio nel suo podere di Sant’Andrea in Percussina

dopo la restaurazione del regime dei Medici, conduceva un’esistenza umile, degradata e tuttavia partecipe, coltivando un fervore culturale inestinguibile. Era il grande, intrepido, intramontabile Niccolò Machiavelli, alle prese con la nuova scienza della politica, fondata sulla scoperta delle leggi che la regolano da sempre ma da sempre mascherate. Una scienza che continua a far scalpore ancora. Nella stesura di quel capolavoro che è IL PRINCIPE, da lui stesso definito opuscolo, c’entrano papi, principi, mercenari e potenze straniere. In quell’Italia più schiava degli Ebrei, sanza capo, sanza ordine, battuta, spogliata, lacera, corsa egli delinea le sue spericolate teorie. In quelle vicende, riferendosi a fatti precisi e noti del passato remoto e recente della storia, attraverso analisi puntuali e oggettive si esalta e si delinea il vero soggetto dei suoi studi, il naturale protagonista di tutte le sue analisi e confronti: LA POLITICA.

Lo Stato che propone è disegnato per l’emergenza politica del suo tempo e fa riferimento a Borgia che nutriva un disegno complesso e ardito riguardante la riunificazione degli stati italiani. Nell’accurata introduzione di Nino Borsellino, l’edizione integrale de IL PRINCIPE nell’edizione tascabile della newtoncompton  si legge inoltre: Si è detto che Machiavelli mette allo scoperto le leggi della politica, ma l’arte del politico va appresa valutando le circostanze, misurandosi con le difficoltà della conquista, del dominio e del governo. E ancora: IL PRINCIPE non è un opuscolo per politici di parte.

È un libro per lettori liberi, disposti a confrontarsi da soli con le sue verità talvolta assai scomode, aggiungiamo noi.

E il grande Niccolò che cos’ha da dire? A pagina 26 leggiamo: …Gli uomini si debbono o vezzeggiare o spegnere: perché si vendicano delle leggieri offese, delle gravi non possono; sì che l’offesa che si fa  l’uomo debba essere in modo che non tema la vendetta… Parole valide ancora oggi e, probabilmente, valide ancora per molto tempo a venire. Machiavelli muore nel 1527 in povertà, in tempo per constatare le condanne che si stavano addensando come nubi minacciose su di lui. Mezzo euro per cento pagine: l’abbiamo pagato IL PRINCIPE in quella straordinaria collana della NEWTON diretta da G.A. Cibotto. La pubblicazione settimanale porta la data del 29 luglio 1995. Quando gli editori provavano ancora a fare vera cultura a prezzi accessibili

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