I TESORI DELLA VALLE DI TUFO

tufoI TESORI DELLA VALLE DI TUFO.

Mancavo solo io il sei ottobre al ristorante La Magione di Olivola. Gliel’avevo detto a Lorens: Non vengo, non me la sento, non ho niente da festeggiare, e poi ho perso il lavoro. Questo è il vero motivo della mia assenza. C’era un sacco di gente quella sera, a parlare del mio libro, delle vicende, dei personaggi che lo hanno animato. Lorens mi ha chiesto: ma verrai alle altre presentazioni? … Se mi spieghi come faccio a venire, visto che ho dovuto vendere la macchina, perché non ho più soldi…gli ho risposto. A Olivola è stato presentato il volume I TESORI DELLA VALLE DI TUFO, di Mario Paluan edito dall’editore astigiano Lorenzo Fornaca, dice il comunicato stampa. E prosegue: Il libro ci racconta «il suol d’Aleramo», attraverso gli occhi di una coppia ormai mitica, regnante in un isolato romito tra le colline: lo storico Aldo di Ricaldone (1935-2002) e la pittrice Matilde Izzìa (1931-2005).

Una giornata memorabile, perché, nonostante la pioggia ormai autunnale, è accorso un grande pubblico per il libro dedicato alla memoria della pittrice e dello storico; segno che il loro ricordo è ancora assai vivo tra i monferrini. Ricordiamo che la loro casa, lo splendido Romito, si trova proprio a due passi da Olivola. Alla presenza del sindaco di Olivola, Gianni Grossi, e dell’Assessore alla cultura di Casale Monferrato, Giuliana Bussola, i relatori della giornata dedicata ai coniugi Ricaldone hanno dato via a una serata indimenticabile.

Dopo i saluti del sindaco, l’editore Lorenzo Fornaca ha presentato i relatori ricordando il suo rapporto con i due protagonisti del racconto e l’incontro con l’autore che condurrà all’idea di produrre l’importante volume MONFERRATO SPLENDIDO PATRIMONIO, omaggio all’arte di Matilde Izzia, diventato ormai un classico da collezione.La genesi e gli sviluppi del nuovo racconto, una sorta di vicenda nella vicenda, hanno infine interessato il pubblico, assai partecipe.

 Lo storico Roberto Coaloa ha ricordato Aldo e Matilde, le loro carriere, soprattutto la loro scelta di lavorare appartati, lontani dal clamore delle grandi città. Scelta condivisa in quegli anni da altri artisti e intellettuali, da Aldo Mondino a Enrico Colombotto Rosso.

Sul libro di Paluan, Coaloa si è soffermato sul suo valore letterario, tra romanzo e libro di memorie, “confessioni”, dal sapore ottocentesco: una sorta di manifesto poetico e artistico, di colui che è stato un allievo della grande pittrice, da alcuni paragonata a Matisse, da altri ritenuta superiore al suo maestro Menzio e addirittura a Casorati.

Matilde Izzìa, scomparsa il 17 febbraio 2005, è stata una pittrice geniale, ma poco nota: negli anni ottanta decise di chiudere con le esposizioni, dipingendo solo per se stessa o per pochissime persone. Nacque così la leggenda di un’artista, i cui quadri oggi si possono ammirare al complesso monumentale di Santa Croce a Bosco Marengo (Al).

Per questa ragione, l’ultimo intervento è stato di Gianfranco Cuttica di Revigliasco, professore di storia e direttore del Museo Vasariano di Santa Croce. Sono seguiti, infine, gli interventi di Matilde Mattacchini, amica della pittrice e quello di Claudia Federico.

Elio Botto ha letto poi la presentazione dell’editore oltre alle memorie di Antonio Barbato e di Claudia Federico. In chiusura l’intervento di Roberto Maestri, presidente del Circolo culturale MARCHESI DEL MONFERRATO, che ha messo in risalto l’importanza di opere di questo genere, volte alla valorizzazione di una terra unica al mondo e non ancora conosciuta come merita.         olivolajpg

Fra tanti libri noti di autori importanti e che hanno lasciato il segno nella storia della letteratura, ce n’è anche qualcuno scritto da me. L’ultimo si chiama I TESORI DELLA VALLE DI TUFO.

Manco mi sogno di paragonare i miei lavori con i primi, letti, commentati e condivisi con voi. Quelli sono vere opere d’arte che hanno detto cose importanti e che hanno influito su persone ed eventi. Però qualche cosuccia l’avrei anch’io da dire. Su certi tesori, ad esempio, veri e presunti, che si annidano nella splendida terra del Monferrato e che stiamo portando alla luce con l’amico ed editore Lorenzo Fornaca 

Su alcune vicende che ben conosco e di cui sono stato protagonista ho scritto così un racconto che ha raccolto un bel po’ di recensioni e articoli di giornali tutti lusinghieri e molto positivi. Non mi monto la testa. Lo giuro. E siccome mi piace scrivere libri ma non commentarli o presentarli, lo lascio a fare a un lettore che non conosco e ringrazio, e che anche lui scrive.

Il mio ultimo libro si chiama I TESORI DELLA VALLE DI TUFO e mio figlio Edoardo Simone Paluan, che se ne sta a studiare nanotecnologie a Londra lo ha anche inserito su Amazon, insieme agli altri scritti da me.

Grande Lorens, (lo sconosciuto lettore scrive a Lorenzo Fornaca)
Nonostante sia un periodo in cui ci incontriamo di persona ti scrivo perché tu abbia modo di inoltrare questa mail al bravissimo Mario Paluan.

Ribadisco quindi quanto già ti ho detto a voce: il libro mi ha letteralmente affascinato. Io che sono ligure e che solo in parte posso immedesimarmi nelle magiche atmosfere del Monferrato così mirabilmente descritte da Paluan, ho goduto davvero nel leggere quella vicenda così intensa e particolare.
Attraverso I tesori… ho avuto il privilegio di conoscere due interessantissime persone come Aldo e Matilde, quindi l’opera di divulgazione e (ri)valutazione di questi due personaggi che vi ripromettevate è stata compiuta e centrata in pieno.

Oltre le testimonianze di grande interesse a inizio e fine libro, ho apprezzato in modo particolare la parte centrale scritta da Paluan, quella più romanzesca, che l’autore ha tracciato con straordinaria tecnica narrativa. Io, che come sai, mi diletto di scrivere qualche romanzetto giallo dove la trama poliziesca è solo una scusa per parlare di me e della mia Liguria che tanto amo e cerco, nel mio piccolo, di valorizzare, ho provato una sincera e sana invidia nei confronti di Paluan e della sua penna sopraffina che spero un giorno di poter emulare.

Concludo con l’augurio che il libro abbia il successo che merita ribadendo la soddisfazione per una lettura che mi ha catturato fin dalle prime pagine e che consiglierò, come ho già fatto, a chiunque possa essere interessato alla scoperta di un territorio ricco di storia, gravido di situazioni artistiche di alto livello e di personaggi di grande valore e spessore culturale che sarebbe ingiusto non conoscere o dimenticare.

Maurizio “Pupi” Bracali 

 

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