Non c’erano jet, né navi superveloci

illustrissimiNon esistevano motori, turismo né vacanze last minute. Non si viaggiava per diporto ma quasi esclusivamente per allacciare relazioni commerciali o politiche (che spesso si equivalevano) oppure per fondare missioni, nell’impervio tentativo di guadagnare alla fede cristiana gli “infedeli”

E le avventure? Non mancavano di certo. Fra tradimenti, scorrerie, travestimenti, fughe e conversioni di pirati agonizzanti, la mirabolante odissea di un frate domenicano, la cui epopea nei mari della Cina e delle Filippine equivale a un romanzo d’avventura. Con una differenza, ciò che si narra è assolutamente autentico e documentato.
Leggiamo così dalle gustosissime pagine del volume Gli illustrissimi, curato da padre Angelo edito da Nerbini alcuni brani:

Fra Angelo Antonino Cocchi di Firenze compiuti con molta lode gli studi, pensò a consacrarsi tutto alle missioni, e desiderando seguire l’esempio di tanti suoi concittadini che erano partiti per il Giappone, Tonkino, ecc., domandò ed ottenne di essere affiliato alla provincia del SS. Rosario delle Filippine, ove arrivò con 18 missionari nell’anno 1618.

.. Il giorno 8 febbraio 1626 partiva dunque da Manila il p. provinciale in compagnia di altri cinque domenicani, due dei quali erano italiani. La piccola flotta era composta di dodici navi cinesi e due galere con tre compagnie di fanteria comandate dal valente don Antonio Carregno di Valdés.

…Dopo lunga e penosa navigazione, essendosi alquanto fermati nella provincia di Cagayan, finalmente il 4 maggio dello stesso anno si trovarono di fronte alla grande isola di Formosa. Il giorno 10 scesero ad uno di quei porti, cui diedero il nome di S. Giacomo.

… Non avevano appena chiuso gli occhi che da una delle navi vicine si udirono gemiti e grida strazianti. Erano le grida dei sette indiani uccisi proditoriamente. Il p. Tommaso Sierra destatosi a quelle grida, frettoloso esce dalla cabina per andare sul ponte a conoscere il motivo; ma non appena aveva messo il piede sul ponte che i marinai, quali tigri feroci, gli si avventarono sopra e a colpi di scure estinsero una vita preziosa, che sarebbe stata spesa a vantaggio delle missioni della Cina…

…Nel momento che il p. Sierra cadeva vittima della ferocia di quei barbari, ecco presentarsi il p. Cocchi. Venti braccia armate di micidiali strumenti stavano per scaricare sulla sua testa il colpo mortale, quando una forza superiore ed irresistibile li trattiene. I compagni del padre accortosi del pericolo, a sé lo richiamano e rientrati nella cabina s’accingono a una disperata difesa. Durò alquanto tempo la pugna sempre con svantaggio dei pirati, i quali vedendo che gli assaliti erano risoluti a non cedere così facilmente, ricorsero ad altro mezzo inumano…

Spuntava l’alba del 1° gennaio 1631, quando una squadra di corsari ben più potenti e ribaldi dei primi s’impadronì delle navi e di tutti gli infelici che v’erano rinchiusi. Per un istante i nostri prigionieri sperarono riacquistare la libertà, ma poi rassegnati si offersero al Signore, vittime per la conversione di quei popoli, unico scopo del loro viaggio….

p. Cocchi finalmente metteva piede su quella terra da lui tanto desiderata, e prendeva possesso di una missione che poi senza interruzione e con somma gloria sarebbe stata coltivata dai suoi confratelli delle isole Filippine.

…L’isola di Formosa fu la vera porta per cui penetrò in Cina l’avventurato figlio di S. Domenico, di là partirono più tardi nuovi apostoli a dividere le fatiche del primo domenicano che stabilì solidamente la nostra missione nel grande impero…

Brano tratto da Gli Illustrissimi O.P. del Convento  di S. Domenico di Fiesole

A cura di Tito Centi e Angelo Belloni 1406  2006 VI Centenario della fondazione del Convento

Edizioni Nerbini 2008.  P. ANGELO COCCHI (1597 – 1633)   Fondatore della Missione domenicana in Cina

Padre Angelo oltre alla redazione e alla cura di libri e all’attività pastorale è promotore diretto e indiretto di una serie di iniziative di sostegno ai Bambini del Terzo Mondo.

angelo 2Dai ricoveri e centri di assistenza per bambini di strada in Argentina, Afghanistan, Perù, alle borse di studio, agli ospedali, dagli asili nido, dispensari e poliambulatori, al progetto Vacche da latte in Guatemala, dalla costruzione di case famiglia alle adozioni e sostegno a distanza.

Lo abbiamo incontrato nella comunità domenicana di Agognate, appena giunto dal convento di Fiesole, dove viveva vicino ai dipinti del beato Angelico e diretto nella comunità di Varallo Sesia, sua attuale residenza. E ci ha subito chiesto:

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Qualche notizia su Padre Angelo qui ritratto in Guatemala angelo1

Padre Angelo Belloni è nato a san Possidonio – MO il 25.10 1950. Nel 1969 è entrato nell´Ordine Domenicano a Fiesole dove ha completato i suoi studi umanistici per passare poi a quelli filosofici e teologici istituzionali. Ha conseguito la licenza e il dottorato in teologia spirituale presso la Pontificia Università san Tommaso d´Aquino in Roma con una Tesi di Teologia comparativa su Caterina da Siena e Teresa d´Avila.
Nell´ambito ecclesiale e sociale ha svolto diversi compiti prima al servizio di situazioni marginali, poi come parroco, cappellano di bordo, cappellano ospedaliero, collaboratore in progetti di sviluppo nel terzo mondo, predicatore popolare e conferenziere. Si dedica alla ricerca nel settore storico, agiografico, mistico della Teologia spirituale.

Attualmente svolge il suo ministero di presbitero a Varallo Sesia nella diocesi di Novara. Ha curato diverse pubblicazioni di spiritualità:

Tre donne sante dottori della Chiesa, S. Paolo, Cinisello Balsamo;
L’arte della preghiera, O.C.D. Roma;
Il processo castellano, Nerbini, Firenze;
Il supplemento alla vita di S. Caterina, Nerbini, Firenze;
I fioretti di S. Caterina, Città Nuova, Roma; UOMO CON LA VALIGIA
Fuoco è l’amore di Dio in noi, Città Nuova, Roma;
Le preghiere di S. Caterina, Città Nuova, Roma;
La vita di S. Caterina da Siena, Paoline, Milano.

Padre Angelo è presidente dell’associazione “AIUTO BAMBINI TERZO MONDO – ONLUS” (c.f. 91036080488) con sede legale in Montelupo F.no (FI) via della Fonte, 40 che intende promuovere progetti e iniziative di solidarietà, assistenza sociale, socio-sanitaria e beneficenza. Padre Angelo è amico mio e collabora al mio blog. 

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