Che strano, c’è un libro di scuola che non dimentico

Provate a pensarci, anche voi ne avete. Vi hanno accompagnato per anni, magari tediandovi a scuola e nei compiti di casa e adesso ve li ricordate ancora. Libri scritti col cuore e con l’intelligenza. Libri che, anche dopo anni, sanno emanare forza e suggestione

Qui sto scrivendo di un normalissimo testo da cui abbiamo appreso di mitiche gesta di eroi. Studenti sedicenni eravamo, distratti, ma affascinati da quello che migliaia di anni prima stava accadendo alle soglie della storia e della leggenda.

Stanno ancora agitando spada e lancia cercando di darsi la morte.  C’è un’ombra che si allunga e che trapassa i secoli, l’ombra del legno di orniello su cui s’innesta la lancia di ferro, che trafigge il tempo. Ancora si danno battaglia, nutriti di odio assetati di vendetta. Attori di una contesa che sembra non finire mai. Mitici. Quell’ombra lunghissima giunge sino a noi. Seguendola a ritroso scopriamo che è l’ombra fatta dal giavellotto di Achille, scagliato inutilmente contro Ettore e raccolto dalla rapida mano di Athena, sua alleata. Achille e Ettore, titani piegati al volere degli dei. Davanti a quel duello il cuore si stringe, il respiro rallenta. Simboli di odio assoluto, di umana richiesta di mondo anticoclemenza, subito respinta. Ma non ripetiamo il già detto meglio da altri.
Quello che ci preme è parlare del libro, non dei miti che racchiude. Cos’ha di speciale? Tutto. A trent’anni di distanza ricordiamo ancora le traduzioni di Giovanni Pascoli, Salvatore Quasimodo, gli appassionati scritti di Manara Valgimigli e di Fustel De Coulanges, di Jacob Burckardt e di Will Durant. Un libro speciale per gli istituti tecnici di allora. Aveva delle intenzioni quel vecchio testo scolastico: farci amare quella metà di mondo sviluppatosi 24 secoli fa fra l’Egeo e il Mediterraneo.
I miti, le gesta, gli eroi sono gli archetipi ancora vivi, seppur sepolti nell’ignavia dei moderni. Gran libro se ancora oggi lo ricordiamo dopo decenni trascorsi. L’ho messo sull’ultimo scaffale, fra i volumi importanti.

Chi può dimenticare la scena in cui Ulisse scruta, non visto, gioendo commosso, alla vista delle candide braccia di Nausicaa. La figlia di Alcinoo, re dei Feaci che giocava sulla spiaggia, bella fra le belle, più di duemilaquattrocento anni fa…e sembra ieri.

L’eredità del mondo antico – pubblicato da Zanichelli Bologna

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