3000 gocce d’oppio al giorno fanno male?

Nel 1821 De Quincey nelle sue Confessioni di un mangiatore d’oppio, pubblicate sul London Magazine scriveva di usare il laudano, una tintura d’oppio, in dose pari a tre mila gocce al giorno. Alquanto spinoso l’argomento, non vi pare?

Nelle confessioni si assiste a un vera e propria intossicazione e al decorso tipico di una tossicomania. Dal benessere alla beatitudine e poi via via sino alle turbe fisiche e psichiche e ai deliri popolati da visioni di animali terrificanti. Accanto a De Quincey si legge sul bel libretto della collana tascabili economici Newton, non sappiamo se ancora reperibile in libreria vanno ricordati Coleridge e Baudelaire che, con altri letterati crearono un mistico cerimoniale per il culto del Dio Oppio così definitodroghe29 da Jules Boissiér. Ne ho ancora  una copia, letta con grande interesse. Enrico Malizia, tossicologo di fama internazionale scrive nel suo LE DROGHE  tascabili economici Newton libri – I Libri della collana Tascabili … un’opera densa di informazioni, completa e aggiornata (anche se non giunge a descrivere le ultimissime letali pastiglie reperibili nelle nostre discoteche; il libretto infatti è stato pubblicato nel 1997) Di agevole e approfondita lettura per una corretta informazione e messa in guardia sui mortali pericoli insiti nel loro uso. Malizia è autore di centinaia di ricerche e pubblicazioni e di libri quali Droga 80 e Il viaggio fantastico di Hieronymous Bosch oltre al Ricettario delle Streghe. In queste pagine ce n’è,  si fa per dire, per tutti i gusti. A pagina 23 si legge: A Galeno, grande medico della civiltà romana si deve la diffusione in terapia della triaca, inventata da Andromaco, medico personale di Nerone. Una preparazione che conteneva oppio. L’imperatore Marco Aurelio ne faceva grande uso e fu così il primo imperatore romano oppiomane. Nel Medioevo invece pare che venisse introdotto per via rettale in dosi così alte da provocare il decesso dei pazienti. A proposito dell’LSD: essendo falsato il senso dello spazio, l’intossicato non si rende conto delle reali distanze. L’allucinato, affacciandosi alla finestra di un piano alto, crede di vedere il suolo a distanza di pochi centimetri e, volendo raggiungerlo, precipita nel vuoto.

Risultano illuminanti alcune informazioni a proposito della cocaina: Freud fu costretto a scrivere che una sostanza a seconda del dosaggio può essere un farmaco benefico oppure un veleno. In molti lo avevano accusato di aver dato via libera al terzo flagello dell’umanità dopo l’alcool e la morfina.

E a pagina 52 si legge:  La testa piena di cocaina è come un bigliardino elettrico impazzito, ha constatato William Burroughs, dopo averne fatto esperienza personale. Il cocainismo è un gravissimo fenomeno dell’era moderna. Ben lontano dalle prestazioni che le antiche popolazioni inca chiedevano alla pianta divina per sopravvivere. Nella sinossi delle droghe più comuni ci sono oppio, morfina, eroina, cocaina, crack, marijuana, hashish, estasi, barbiturici, benzodiazepine, LSD, PCP o polvere d’angelo. 

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