Cosa c’entra Dio coi telefonini e il bosone di Higgs?

Anche se adesso Margherita Hack, astrofisica di fama mondiale e Dama di gran croce  dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, è morta, ciò che avevo scritto sul bosone di Higgs e sul suo parere, non ha perso un grammo di validità, purtroppo, molti, scienziati e comuni mortali la pensano come lei. Per fortuna altri la pensano diversamente

Secondo Margherita Hack i fisici avevano trovato Dio. Bene. La particella divina si è fatta scovare, finalmente! e così l’origine della materia ha dunque un volto. Ne siamo felici. Non sapevamo che Dio fosse dietro l’angolo anche se ci sono voluti decenni di ricerca, studi ed elaborate teorie.  Peccato che Margherita Hack non abbia creduto in Dio, sarebbe stata un’ottima testimonial per coniugare scienza e fede. Nel suo ultimo intervento tuttavia c’è qualcosa che ci aveva urtato. E considerata la notorietà di cui godeva, qualche anima candida può davvero bosonepensare che Dio si celi in una particella. Ma a che pro confondere sacro e profano, meglio eliminare il sacro, così si fa prima! Invece:  Dio è in ogni cosa, e in ogni luogo, anche nelle creature che lo negano. Quindi anche nell’illustre scienziata. Tuttavia gli studi sull’origine della materia non conducono a Dio ma alle cose e agli uomini. Forse questo va chiarito. A meno che non si vogliano mescolare fave con melograni.  L’equivoco evidentemente continua. Scomodare Dio per un bosone…suvvia!|
Ci auguriamo che questa scoperta possa aiutare la diagnostica in medicina perché se servisse solo a far funzionare meglio telefonini e i pod. -come diceva Margherita Hack-  beh, allora ci sarebbe da piangere. Ma voi come la pensate?

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Così scrive Padre Angelo Zelio Belloni sul bosone di Higgs:

Non c’è niente di certo a proposito del Bosone. Vediamo se nel 2015 gli scienziati saranno in grado di confermare  – perché ora c’è bisogno di un po’ di anni per avere la conferma della scoperta – che quella particella è effettivamente il Bosone di Higgs con delucidazioni varie per farci capire come funziona, oppure se dovranno molto umilmente riconoscere, – in barba alla scientificità – come nel caso dei neutrini, che la spina elettrica della macchina del CERN di Ginevra era difettosa….

Io iscriverei le smanie degli scienziati ed in particolare quelle della illustre prof. Hack  nel desiderium naturale videndi Deum (cfr. Summa theologiae, I-II, q. 3, a. 8). Dice molto bene il filosofo e teologo Tommaso: ” Ora, dal momento che l’intelletto umano, conoscendo la natura di un effetto creato, arriva a conoscere solo l’esistenza di Dio, la perfezione da esso conseguita non è tale da raggiungere veramente la causa prima, ma rimane ancora il desiderio naturale di indagarne la natura. Quindi l’uomo non è perfettamente felice.

Per la felicità perfetta si richiede dunque che l’intelletto raggiunga l’essenza stessa della causa prima. E così esso avrà la sua perfezione unendosi a Dio come al suo oggetto”.

L’uomo, lo vogliamo o no, lo esprima in un modo o in un altro, lo neghi ostinatamente in nome dell’ateismo, è preda di questa inquietudine che è il desiderio di ritrovare pienamente se stesso in colui che è la sua causa  prima e il suo archetipo, giacchè ad immagine e somiglianza di Lui è creato.

Con un discorso di carattere diverso potremmo dire che l’uomo inquieto viandante ma anche straniero su questa terra è sempre alla ricerca della propria casa e del proprio Padre in cui scopre il disegno di amore intelligente che abbraccia e invade l’universo. Il voler escludere Dio a priori dalla ricerca scientifica è davvero una lotta impossibile perché quanto più ci si addentra nei meandri del creato tanto più si ha ha a che fare con la sua amorevole perfezione e le categorie pseudoscientifiche inventate per giusticare i problemi insorgenti in una visione laicista si colorano di assurdo. A questo proposito basta riflettere sull’importanza data al “caso”  e all’evoluzione nelle varie discipline scientifiche.

Siamo certi che anche i desideri tutt’ora frustrati dei nostri scienziati di trovare la causa e quindi la spiegazione di tutto avranno un giorno piena soddisfazione se avranno quel tanto di onestà e umiltà per sottomettersi alla verità evidente delle cose. Senza giudicare le intenzioni e della  prof. Margherita Hack mi sentirei di affermare che le sue prospettive  erano davvero limitate  e che si accontentava di poco, se riusciva a trovare la spiegazione di tutto in una particella misteriosa che gli scienziati veri definiscono non “Particella di Dio” –  in realtà questo nome è semplicemente una censura del nome originale  – ma “particella maledetta”… perche’ non si riesce a misurare…

Un illustre collega di Margherita Hack era solito dire:  “La religione senza la scienza è cieca, la scienza senza la religione è zoppa” (A. Einstein).

padre Angelo Zelio Belloni

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