La scorsa settimana abbiamo ricevuto questo articolo – L’autore si è dimenticato di firmarlo: Quando parla Great Soul

Quando parla la grande anima, occorre ascoltare e riflettere. Il Libretto edito dalla Newton Compton della serie Tascabili economici Newton,  GANDHI, BUDDISMO, CRISTIANESIMO, ISLAMISMO è illuminante sotto diversi aspetti. Abbiamo apportato qualche breve nota e adesso lo pubblichiamo

Costa la metà di un caffè. Raccoglie una serie di discorsi, di pareri, alcuni brani di interviste che ci mostrano nelle pieghe la tempra e lo spirito di questo predicatore scalzo, che aveva insegnato a milioni di uomini la non violenza, acceso di speranza il mondo e sloggiato gli inglesi dall’India. Ma non dilunghiamoci su cose che tutti sanno. Ci preme solo rimarcare un aspetto recepito nelle ultime pagine del magico libretto.

Ecco cosa scrive in un suo famoso discorso Mohandas Karamchand Gandhi – Apparso in Notes. Harijan):

…Se guardiamo alle religioni come alle mille foglie di un albero, ci sembrano tutte differenti, ma tutte riconducono a uno stesso tronco. Finché non riusciamo a intuire tale unità di fondo, non sapremo far cessare le guerre GANDHIcondotte in nome della religione, che non riguardano soltanto gli induisti e i mussulmani. Le pagine della storia del mondo sono tutte lordate dei sanguinosi racconti delle guerre di religione. Solo con la purezza e le buone azioni dei seguaci si può difendere la religione, mai con la contrapposizione a chi professa altre fedi…

A proposito di Dio e delle religioni in genere c’è qualche riflessione da fare, non tanto sulla esistenza del Creatore, ma sulla sua molteplicità nella diversità.

E se ce ne fosse solo uno di Dio?  Non il nostro, il loro, il diverso dal nostro, o il migliore del loro o il più grande del nostro. Ma uno solo, infinito, padre di tutti, un Dio con tanti nomi, con tanti modi di manifestarsi e di esprimersi, attraverso molte rivelazioni, secondo le varie forme del rito e della fede. Un Dio, pregato il quale, diverremmo un’unica comunità di intenti e di pace, di spirito e di volontà. Perché allora non abbracciare tutte le fedi monoteiste e non che vivono nei credenti del Nepal dell’India, del Tibet e non solo. Che si chiami Confucio, Siddharta, Buddha, Ganesh, Cristo oppure dea madre o Allah o Javeh, un dio dai mille nomi, dai mille volti e dall’unica potentissima luce. Non sarebbe forse più vicino alla verità un dio che non esiga supremazia ma che esprima la sua unicità attraverso la diversità?

Non più a ciascuno il suo Dio ma a ciascuno l’unico Dio, espresso nella diversità delle rivelazioni, della tradizione e delle scritture, mantenendo in seno ai diversi magisteri spirituali intatto valore.

I MIEI LAVORI SU AMAZON

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s