THE DARK ROOM – LA CAMERA OSCURA

Può succedere di tutto a un fotografo dilettante, che, per passione, stampa i negativi delle sue foto in un laboratorio garage. Tradotto da Edoardo Simone Paluan ecco un racconto incubo, dal finale inaspettato; lo potrete leggere per intero su Amazon. In inglese e italiano.

THE  DARK   ROOM

He had a wife, and daughters, but his first passion was another.
It  shaped itself almost as fast as it vanished; in his photo-laboratory.
In an old garage, filled with the toxic fumes of her ever-lit cigarette; he printed and developed.
He took the lid off the lenses. Yellow and red light combined. Normal development? He lay the two films to dry. He had a sore throat. And suddenly, where did those come from?

darkThere was ……a woman…..a woman on the negative with coal black lips and teeth. This frightening woman  was present in the picture in many different poses.
He could now see her hair and face, along with those sinister black teeth. He could now see her candid eyebrows take shape on the Gallery’s leathery paper, like a peach skin.
Slowly, one after the other the stripes combined into a neat picture of a face.  An eye, a mouth, the hair  and both ears were now clearly visible.
He never saw anything so perfect; the lips were drawn as a painter would have. The closed lips, which now seemed to talk to him. But what would her real finished face have looked like?
The visage was now gazing at him. All the beauty  one would expect. All the light and grace concentrated in that face, in that leathery, rectangular dripping paper.
He was dazzled, he didn’t know what to do.
He  couldn’t budge his gaze from the gaze. Could he have fallen in love with it?
What a stupid thought!
Indeed, falling in love with  soggy pieces of paper. Unheard of!
What a stranger lover would he be, an image ruffian, a love thief!

His eyes burned and he had a sore throat. It wasn’t the cold, he was developing a temperature.

LA  CAMERA  OSCURA  

Aveva moglie e figlie, ma la sua prima vera passione era un’altra. Nasceva e moriva nel suo laboratorio fotografico. Nel finto garage stampava, sviluppava, fumava tutte le notti che poteva.
Tolse il cappuccio all’ingranditore. La luce gialla e quella rossa. Sviluppo normale?…….
Stese ad asciugare le due pellicole di trentasei pose. Aveva la gola secca. E quelli da dove saltavano fuori?
Una donna,  c’era una donna sul negativo con labbra e denti neri, diverse pose di un soggetto sconosciuto. Poteva vedere i capelli ed il viso e i denti neri e le sopracciglia candide disegnarsi sulla carta di velluto Gallery, come pelle di pesca. Poi una dietro l’altra, le strisce composero pezzi di volto. Un occhio, la bocca, i capelli e orecchi. Non aveva mai visto nulla di così perfetto; labbra disegnate da un pittore, labbra socchiuse su una striscia di carta gli parlavano. E il viso di quella donna, come sarebbe stato il suo viso completo?
Era come se dovesse assistere una nascita multipla. Il volto adesso lo stava fissando. Tutta la bellezza che uno poteva immaginare, tutta la luce e la grazia stavano là sopra, in quel rettangolo di carta gocciolante. Era turbato, non sapeva che fare. Non riusciva a staccare lo sguardo dallo sguardo. Avrebbe potuto…..innamorarsene?
Che idiozia! Innamorarsi di pezzi di carta molle, gocciolante? Che strano amante sarebbe stato, un ladro d’immagini, un ladro d’amore. Gli occhi bruciavano e aveva la gola secca.

No, non era raffreddore, era febbre adesso. Tornò all’ingranditore con un altro negativo in mano. Perplesso, rimase a fissare l’immagine che si stava saturando: Era come interdetto.

da: LA CAMERA OSCURA

 

Cos’era successo?….

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