“ Ehi zuccone, ma lo sai che è incinta?” (da Bandango)

Bandango è la storia romanzata (mica poi tanto) di uno dei mie seicento cugini. Uno testardo come un mulo, ma non fetente. Mio cugino l’ammazzapolli è il protagonista di questo romanzo a tinte forti, che ha ricevuto i complimenti dalla più importante casa editrice italiana

(…) “Ma bene, sei uno zuccone  come da bambino”  disse Norina. Alfio sparì nella cella e Alba uscì di casa mettendosi a sedere su una panchetta. Era pallida, piccola e gonfia. Alfio la vide e pensò che non aveva fatto un gran affare sposandola, e poi pensò al modo in cui avrebbe potuto metterla da parte. Dopo un po’ vide sua madre uscire con una tazza che porse alla nuora. Sua madre lo raggiunse sotto il portico; si aggiustò il grebiulone e gli disse: “Zuccone, ma lo sai che è incinta?”  Gli vennero i sudori freddi.
“Sei contento? Valle a dire qualcosa almeno!”

Immagine 12Alfio preparò altre due casse per i dettaglianti.
“Anche questa ci voleva. Hanno voluto che la sposassi ed ecco il risultato. Qui nessuno è contento.“ I suoi genitori dicevano che aveva bisogno di una donna sia per lui sia per il lavoro, e così lui aveva  sposato la più giovane delle operaie, Alba, senza nemmeno chiederle se era contenta. Così era successo. Il primo figlio e il mal di schiena erano stati un freno al lavoro e non si poteva certo chiederle di badare ad altro. Faceva quello che poteva e poi diceva sempre sì, come se non avesse una sua volontà. Così Alfio aveva smesso di portarla in gita e a sentire musica da ballo.

“Non so ballare”  aveva detto un giorno. “Non sa far niente” aveva pensato lui quella volta ed oggi si trovò ad aggiungere “Solo figli sa fare ed ecco qua il secondo “
“È limonata” disse  Alba
“Ho sentito che sei….”  Alba lo guardò
“Sei contento?”
“Quand’è che nasce?”
“St’inverno”  senza più chiedergli se fosse contento; le bastava guardalo in faccia per capire come l’aveva presa.
“E adesso?”
“ E adesso cosa? Vai avanti. Ti riposi, altrimenti ti viene il mal di schiena…..Verà Meri al tuo posto, almeno lei conosce il lavoro”
“No, Meri , No !”  ed Alba si pentì subito di aver pronunciato quel nome.
“Perché Meri no?” Cosa ha che non va?”   Alfio insistette per capire fino a che punto Alba immaginasse di lui e di Meri.  “Tutte  uguali, voi donne, sempre a spettegolare della gente senza conoscerla. Se Meri  ha voglia di lavorare, che lavori…perchè no?”
“Tutto si aggiusta”  disse lui
“Cosa si aggiusta?”
“Finisci la limonata che porto la tazza dentro”. Fu quella l’unica frase gentile che seppe dirle.
“E quando viene Meri?”
“Domani”.

Gli era montata una gran rabbia per  “quell’imprevisto” che rovinava i suoi piani. Il secondo figlio era un figlio di troppo.

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