L’ho visto, che voleva prendermi, era il DIAVOLO!”

(…) Baciò se stesso umettando la fredda bocca nell’immagine riflessa. Ogni sua cellula invocava, ogni fibra gridava allo spasimo, ogni poro e capello e atomo della sua anima urlavano di andare oltre per conoscere, per vedere, per tornare là, nella città rossa dell’incubo, nella caustica visione, sul cui limitare figure sconosciute s’agitavano

Eccola infine, conseguente al bacio, la città, ecco dopo l’attesa il suo progressivo attestarsi e, nell’involucro di un immenso tramonto le propaggini di edifici, le ombre di panchine deserte, di enormi portoni dischiusi, le tracce di binari  di porpora, di argini senza fiume che si disegnavano. La città del sogno, lontana, sprofondata in un duplice abisso.
Immagine 16C’erano strade e piazze come in una qualunque altra città. E in una di quelle un’enorme fontana costellata da quattro possenti statue di pietra lucida. Quattro giganti di granito che riposavano, smisurate, membra.
“Ecco, mi sembra che dovevo arrivare  proprio qua”  pensò.
I giganti non avevano sguardo. Una scultura approssimativa aveva trascurato di conferire loro attitudine alcuna abbozzando ciechi occhi privi dell’iride. Poteva sembrare che dormissero, ma così non era, che una forza emanava da quella pietra, conferendo ai soggetti un atteggiamento di inquieto riposo, di mal sopportata veglia.
Li tormentava quella forza, erano distesi su un letto di spine sicché di là parevano volersi togliere. Uno in particolare, uno dei giganti esprimeva evidente disagio. Pareva volesse alzarsi.
E si alzò in effetti, accompagnato nel movimento da un funesto, orribile fragore di tuono.
Quando Nico rinvenne, disteso a terra, in bagno, dopo esser ruzzolato giù dalla sedia, ciccio bomba ciccio balengo, vide due paia di occhi fissi su di lui. La madre e il  fratello. “Ma cos’hai,  Nico, cos’hai? Cosa è stato? Perchè sei così?, perchè? Cos’hai , rispondi  Nico, rispondi!”

Il fratello di Nico stralunò gli occhi e gettò un urlo.
“Rispondi, Dio, Nico, rispondi!”
“ L’ho visto, mamma; l’ho visto che si alzava per prendermi. L’ho visto, che mi voleva, il DIAVOLO!” 

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