Tanti nuovi progetti. Ma non oggi

Immagine 26 settembre 104.jpgA volte mi prende un magone così grande quando lo vedo, chinato sui suoi documenti, e sui tomi di storia, che studia, corregge e ristudia senza pace. È conosciuto più all’estero che in Italia, apprezzano di più le sue opere in Francia e in Spagna. Qui l’hanno messo all’indice, per questo Aldo ha perso il lavoro, per le sue idee, per la testa che ha, perché fa venire invidia e gli altri studiosi di storia non hanno il suo estro. Quello che lui scrive sembra un romanzo e invece è la storia del suo Monferrato che tanto ama. E intanto noi stentiamo ad arrivare a fine mese e le bollette le devi pagare, se no con cosa mangi e ti scaldi? Muori in mezzo alla campagna del Monferrato. Meno male ho ancora i cani a tenermi compagnia. Dietro di noi il grande affresco che ho dipinto: il matrimonio fra Teodoro Paleologo e Argentina Spinola. Ma via, meglio scacciare i pensieri neri, ho la mia arte, i quadri da finire, certi nuovi progetti di nudo in mezzo alla campagna. E poi ho in mente certe nature morte, le chiamano così anche se sono più vive che mai. Eppure oggi no, non me la sento, mi darebbe la nausea anche solo tenere il pennello in mano.

Museo civico di Moncalvo 4 giugno – 31 luglio 2016

DONNADONNE – ARTE AL FEMMINILE

una selezione delle opere di Matilde Izzia di Ricaldone allestita da A.L.E.R.A.M.O. onlus per il Museo civico di Moncalvo  www.aleramonlus.it www.facebook.com/museocivicomoncalvo www.facebook.com/aleramonlus

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Gallina nera fece ovo bianco

DSCN0490Mario non stava più nella pelle. Prima parlava, chiedeva, era tutto una domanda, e questo e quest’altro, poi rimaneva muto a rimuginare. Quanti saranno stai? Era poi vero che erano così feroci? E chi li aiutava? Dei mali homines della zona, forse? E se Aldo aveva scavato anche lui là sotto? E perché indicavano in lui quello che sapeva come entrarci nelle grotte? Gallina nera fece ovo bianco….c’era scritto su un documento. Dove teneva registrato il significato delle due epigrafi che rinvenute da Aldo nelle due chiese? Quando ha saputo che saremmo andati l’indomani stesso in una certa cascina a verificare certe teorie di Aldo ha smesso di fare domande per paura che Aldo cambiasse idea.
L’indomani. Aldo ha fatto delimitare l’area, un fazzoletto di terra ampio come una stanza, proprio vicino all’orto di Giovanni. Giovanni è paziente, non fa troppe domande. Anche lui e sua moglie sanno delle caverne. Chi non lo sa? C’è un caldo insopportabile, e noi vorremmo aiutare Giovanni. La moglie è sulla porta, ci ha già portato due limonate fresche. Il caldo ha sbiadito il verde, sembra tutto impolverato. E i rivoli di sudore scendono anche se si sta fermi. Giovanni scava con metodo, pazienza e calma. Secondo i calcoli di Aldo dovrebbe scaturire qualcosa da quello scavo. …Mario non dice più nulla. Forse comincia a dubitare dell’esistenza del tesoro.  Ha gli occhi fissi dove Giovanni pianta la zappa…..Ancora nulla e se non vogliamo prendere un colpo di sole dobbiamo smetterla. Forse a due metri da noi, forse a venti centimetri di profondità. Forse! Ma cosa? Facciamo smettere il Giovanni anche se lui si offre di continuare. Grazie Giovanni, mah! E ce ne torniamo, stanchi e perplessi, con le pive nel sacco al Romito. E la promessa che saremmo ritornati a bere un bicchiere di Malaga da Giovanni, prima che Mario ripartisse.

Guarda che è successo un guaio

7.png-Pronto, disturbo? Ascolta, guarda, è successo un guaio-.
-Cioè?… Calmati, dimmi, che succede?-
-Ascolta, sono appena venuti a dirmelo…Ma, ti disturbo? Stavi cenando?-
-Che noia che sei! Ma mi vuoi dire cosa? Cosa….è capitato? Stai calma, e dimmi.-
-Ah! Guarda, sempre casini! Se puoi andare allo studiolo di via Cigliano…Mi hanno appena avvisato, quelli che stanno nella cascina di sotto al Romito, sai la signora, no?  Loro hanno il telefono, che la vicina di via Cigliano gli ha telefonato…ha sentito dei rumori.-
-Ladri?-
-Eh! Ma solo se puoi, se non hai altri impegni, se vai là a dare un occhio. Non credo che han portato via niente. Sono riusciti ad aprire la porta, ci va un niente. Sono stati disturbarti. Dice la vicina…-
-Vado, mi vesto e vado…non preoccuparti, okei vado.-
-E sono scappati via appena hanno aperto la mia porta, quindi la serratura è rotta…..La vicina ha detto che ha sentito dei rumori…sai che è un po’ sorda. E mentre lei apriva la sua porta per vedere cosa succedeva loro stavano già scappando giù per le scale. Non li ha visti in faccia….
-Vado, okei, poi ci sentiamo, mi chiami domani e ti dico, non preoccuparti, corro adesso.-
-Mario…-
-Eh?-
– Stanotte… dormi là in via Cigliano?…-
-Neanche chiedermelo, certo, mica vuoi rischiare con la serratura rotta e la porta aperta. Guarda che ore sono.-
-Grazie, sai….poi…-
-Ma sì, ma sì…ciao, poi ti dico.-

Il tesoro di Moncalvo

DSCN0487“…Suggestivi angoli silenti, percorsi occulti sui quali strapiombano muri di chiese e palazzi, smisurati nello stretto spazio, ma tali innalzati per i dislivelli della scarpata sulla circonvallazione fortificata. Piazzette dove occhieggiano portoncini barocchi di antiche dimore notarili o di vetusti monasteri… Anditi e ritagli di spazi impreziositi dai ricami di tufo con i mattoni a vista che recano l’impronta degli assedi seicenteschi. In tale groviglio di ricordi di pietra svetta il bel campanile della barocca chiesDSCN0482.jpga di S. Antonio, fragile e robusto insieme, sulla pleiade rossiccia dei tetti…Archivolti, scorci di case arrampicanti gli uni sugli altri nel desiderio d’inebriarsi di sole…
…Dalle finestre, dai balconcini i gerani grondano chiome verdissime e fiori, come rosse bocche di fanciulle, incendiano il grigiore delle pareti, mentre i violetti glicini secolari si inerpicano da mastelli terrosi alle cimase di palazzotti ottocenteschi…”   Sono le parole di Aldo su Moncalvo, pubblicate su MONFERRATO TRA PO E TANARO.

 

Mio cugino, per la paura, fuggì a gambe levate

IMG-20160514-WA0009.jpgSarà perché tutti quelli della mia famiglia non ci credevano molto a santi, Madonne, preti e via dicendo che qualcosa dovevamo pur cercare e trovare. La fede non era poi così profonda. Ma mica potevamo stare senza risposte.  Il pallino dell’esoterismo non me lo sono inventato io, era una necessità condivisa della famiglia. Cercare di dare una risposta a interrogativi che opprimevano un po’ tutti: E dopo cosa c’è?  Tutto finito e buona notte ai suonati e suonatori? Quando sta manfrina di vita finisce ci aspetta solo più il buio? Per dare una risposta negli scantinati di palazzo Mellana a Casale organizzavamo sedute spiritiche, pare che lì ci fossero delle concentrazioni di spiriti e di presenze ultraterrene. Mah! Roba seria, perdinci, così seria che una sera mio cugino si prese uno di quegli spaventi che mollò la seduta spiritica a metà e fuggì a gambe levate. Il motivo è che la seduta spiritica stava riuscendo proprio bene.

Tilde! Peppino! Attenti! L’acqua vi porta via!

matilde e fratelloQuando tiravamo la corda dovevamo immobilizzarci. Noi bambini. Io, mio fratello e i cugini. Mamma Rina e zia Angiolina facevano dei nodi stretti alla corda che teneva insieme un branco vociante di mocciosi. Lo facevano per paura che qualcuno di noi annegasse. Sulle rive del Po, d’estate. Quante volte! Non faccio fatica a ricordare. Quei quadretti di vita balzano alla memoria, con una nitidezza tutta particolare. Schiamazzi, corse, e poi i panini divorati da me e mio fratello per la gran fame.  Una baraonda di spruzzi, grida, richiami. Tilde! Peppino! Attenti che l’acqua vi porta via! E poi Tildin diventa ragazza mentre già l’arte bussava alla mia porta. Ma non solo quella.

Domande, solo domande. C’è qualcuno? Qualcosa che ci attende dopo la morte?

Ah! Che ne so? Aldo non sa spiegarmelo. Ho letto libri, articoli, io stessa sono la protagonista di fatti inspiegabili a cui ormai ho fatto l’abitudine. Fatti insoliti, straordinari, episodi paranormali che ho raccolto in un libro. Ma le risposte che voglio sono altre. Quando crepi, dopo morta succede ancora qualcosa o te ne vai nel gran buco nero o vieni parcheggiata momentaneamente in un gran parco spiriti come dice Mario. Per ritornare a nuova vita in seguito. Boh! L’idea del dopo vita mi ha sempre affascinato e tormentato, ho conosciuto anche una persona che ne sapeva parecchio sull’argomento, il giornalista e scrittore Renzo Allegri che ho ricevuto al Romito e sono andata anche a trovare. L’unico che non mi ha delusa, l’unico che mi ha dato alcune risposte ma non ha chiarito tutte le mie incertezze. Gli ho voluto fare un regalo. Insieme alla tela gli ho portato i disegni preparatori. Il soggetto è Padre Pio da Pietrelcina. So che il dipinto gli è piaciuto molto e ha anche scritto qualcosa sull’argomento.

allegriRenzo Allegri racconta come incontrò Matilde Izzia e cosa avvenne in seguito: –Al primo “contatto fisico” con le sue opera  ebbi l’impressione di trovarmi di fronte a una vera, straordinaria artista. In seguito, conoscendola meglio, capii che le mie intuizioni erano ben fondate. Matilde Izzia, come pittrice, ebbe una formazione rigorosa e ad alto livello. Nel mio studio tengo un quadro che raffigura San Pio da Pietrelcina. È appeso al centro di una vasta libreria, sulla parete di fronte al mio tavolo da lavoro. È un olio di un metro per ottanta centimetri, dipinto appositamente per me, nel 1994, da Matilde Izzia di Ricaldone. Ogni volta che stacco il mio sguardo dalla tastiera del computer o dalle pagine di un libro, alzando la testa, inevitabilmente poso lo sguardo su quel quadro, e provo una strana sensazione, che non saprei come definire, ma che è simile a una “sensazione di amicizia”. Ritengo sia dovuta al fatto che vedo il volto di una persona, Padre Pio, alla quale, nel corso della mia lunga carriera di giornalista, e per ragioni misteriose e curiose, insieme, ho dedicato centinaia di articoli e anche una decina di libri che sono stati tradotti in giro per il mondo. Quindi, ho avuto, con questa persona, e, dopo la sua morte, con la sua memoria, una lunga consuetudine che ha fatto nascere spontaneamente il legame di una vera e profonda amicizia.  In questa sensazione è, però, coinvolta anche l’autrice del quadro,  Matilde Izzia, una pittrice piemontese, che avevo conosciuto per altre  ragioni.-  Brano tratto da: I TESORI DELLA VALLE DI TUFO

Museo civico di Moncalvo 4 giugno – 31 luglio 2016

DONNADONNE – ARTE AL FEMMINILE
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